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Pensiero critico nell'Aikido














































La sfida essenziale per l'odierno praticante di Aikido è quella di riuscire a confrontarsi con una certa dualità. La severa etichetta della nostra arte rende piuttosto difficile esplorare e sperimentare nuove idee. Sebbene il progresso sia solo possibile con un atteggiamento mentale critico, la cosa non è molto gradita in un
In certi ambiti, il semplice fatto di pronunciare la parola "scientifico" diventa un insulto, un passo falso che il praticante esperto non commetterebbe mai e di cui il novizio sarebbe a stento perdonato. Le parole "magisteri che non si sovrappongono" che dobbiamo al prestigioso paleontologo Stephen J. Gould, mi tornano spesso in mente. Secondo Gould ci sono domini in cui la scienza non ha il diritto di entrare. Sebbene si riferisca chiaramente a materie esoteriche e religione, penso che a molta di quella gente che io definisco "imbroglioni mistici" piacerebbe molto vedere applicata questa regola anche alle arti marziali. Spesso sentiamo dire che una disciplina che è sopravvissuta per mille anni non può non essere corretta, altrimenti non sarebbe durata così a lungo. Io direi, al contrario, che se questa disciplina non è cambiata (progredita) insieme alla nostra conoscenza generale, è molto facile che davvero non sia corretta o, nella migliore delle ipotesi, enormemente incompleta. Prendete, ad esempio, la teoria della relatività. E' risaputo che qualunque buon studente di fisica capisce la relatività meglio di quanto l'abbia mai capita Einstein. Il paragone con l'Aikido lo lascio a voi se vi sentite di farlo... La conseguenza di ciò è che la scienza ha i suoi eroi ed i suoi testi contenenti idee rivoluzionarie, ma non ha né profeti, né certamente testi rvelazione (quelli del Takemusu e i fan del libro


Per concludere, lungi da me negare tutto ciò che è inspiegabile nelle arti marziali. Direi anche che è ovvio per chiunque che i grandi maestri di arti marziali si producono in gesta fuori dal comune. Comunque è solo mantenendo una mente aperta, un pensiero critico ma anche un atteggiamento di rispetto che potremo avere accesso alla maestria di cose che ci sembrano soprannaturali, dato che non le comprendiamo appieno e tendiamo a mitizzarle. Il soprannaturale ed il divino sono sempre al limite della nostra conoscenza. Anche Newton, la mente più intelligente che abbia mai camminato su questa terra, non poteva fare a meno di sentirsi così. Che parliamo di Ki o posizione e tempismo accurati rispettando gli assi fisiologici (biomeccanica), è tramite questo cambio di prospettiva che raggiungeremo davvero una comprensione più profonda ed accurata della nostra disciplina. Un'analogia potrebbe essere quella del bambino che guardi stupefatto uno spettacolo di magia dalla parte del pubblico e che poi riguardi lo spettacolo dal palco. In Aikido è quando cerchiamo di essere più giapponesi dei giapponesi che neghiamo la nostra eredità, perché in questi tempi ci neghiamo la possibilità di apprendere la nostra disciplina con la nostra sensibilità occidentale, a dispetto del fatto questa arte fosse stata concepita come universale.
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